Rocca Busambra e Rocche di Rao

Codice​ ​SIC ITA020008
Ente gestore ​Regione Siciliana
Superficie totale ​6.243 ha
Regione biogeografica Mediterranea
Sito web
Scheda Natura 2000 del Ministero dell’Ambiente ​
 
Caratteristiche generali ​

Si tratta di due SIC contigui ma dalle grandi differenze. Uno comprende i versanti settentrionali (SIC ITA020007 Boschi Ficuzza e Cappelliere, V.ne Cerasa, Castagneti di Mezzojuso) della Rocca Busambra ed l’altro (SIC ITA020008 Rocca Busambra e Rocche di Rao) i versanti meridionali del massiccio (Rocca Busambra) che si estende da est a ovest per 16 km e raggiunge quota di 1658 m sul livello del mare. A nord prevalgono i boschi, tra cui le quercete meglio conservate della Sicilia occidentale, e a meridione le praterie caratterizzate da specie xerofile. 

Ambienti e specie di maggior interesse

Le due aree SIC, profondamente connesse, sono incluse nella Riserva Naturale Orientata Bosco di Ficuzza ed hanno estensione complessiva di oltre 7000 è caratterizzata da climi anche molto diversi, da qui la grande biodiversità che consente di ospitare quasi tutte le specie vegetali presenti in Sicilia e la presenza di numerosi endemismi. Per gli aspetti faunistici qui trovano ideale rifugio gli ultimi gatti selvatici - qualche esemplare è ancora presente sull‘Etna - donnole, ricci, volpi e la maestosa aquila reale.

Fruibilità

Il sito è di grande interesse sotto il profilo escursionistico grazie alla fitta rete di sentieri che conducono a boschi di lecci, querce, roverelle e sugherete, cerri. Fra i luoghi di maggiore interesse alcune aree umide come il Gorgo Lungo, Gorgo Tondo e la peschiera del re, il Gorgo del drago, e le grotte quali la grotta del Romito, l'Acqua ammucciata (nascosta), le formazioni boschive del Fanuso e di Capreria. La rete di sentieri si sviluppa per oltre 120 km, con fruizione consolidata sia a piedi che in MTB che a cavallo.

L’area comprende numerose testimonianze storiche tra cui spicca la Real Casina di Caccia di Ficuzza fatta costruire i primi anni del 1800 da Ferdinando IV di Borbone, questa struttura insieme a Centro regionale di recupero della fauna selvatica è un potente polo di attrazione turistica, attività che ha assunto un ruolo prevalente nell’economia dei luoghi. 

 

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